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"L'Uomo Intramontabile"
La commedia su Gino bartali

Va in scena la vita "vera" che tanto assomiglia a una favola di altri tempi

(tratto da La Nazione di Domenica 2 marzo 2003)

Gino é in bicicletta, solo, su per le colline non lontano da casa in una mattinata di primavera, il sole che filtra in mezzo alla nebbia.
Sul ciglio della strada, seduto su un muricciolo, un uomo lo aspetta.
E' il suo angelo custode. Gino scende, si avvicina, cominciano a parlare: ti ricordi?...

Quanti racconti

Non é esattamente una commedia, saranno piuttosto racconti, scene, episodi di vita raccolti tra gli abitanti di Ponte a Ema e che la compagnia filodrammatica "Lelio Mazzoni" presenterà nel mese di maggio sul palcoscenico del Circolo ACLI, c'é posto per quasi 250 persone, le repliche saranno quanto meno inevitabili.

Testo di Tamburri

Il testo é stato scritto da Roberto Tamburri in collaborazione con Romano Pierattini, regista dello spettacolo. Una quarantina gli interpreti, su un palcoscenico diviso in due parti. Titolo, "L'Uomo Intramontabile".
Sarà un bell'omaggio a Ginettaccio, bello per dire genuino, spontaneo, fatto in casa nel senso migliore e più confortante dell'espressione.

Trentuno scene

Tretuno le scene. In una, Gino ragazzo è a pescare rane nell'Ema, in un'altra si racconta di come cominciò a correre, e cosi via, tra la gente del Ponte a Ema e del mondo, ottant'anni e passa di vita, poche biciclette (nel '35 aveva una Galmozzi, l'ultima la usò per almeno 5 anni), migliaia e migliaia di chilometri, i rivali, gli amici, la sua casa d'angolo in Via Chiantigiana.
Tra gli amici c'è Andrea Bresci, il quale lanciò l'idea di un museo del ciclismo intestato a Bartali durante una cena nel 1987. Prima di andare avanti ci volle naturalmente del tempo, si sa come vanno a finire le cene.

La prima pietra

La prima pietra è stata posta con la dovuta solennità il 3 giugno del 2001, la seconda ancora no. Però Bresci non si arrende, continua ad accumulare materiale da tanti corridori e tanti collezionisti, maglie, coppe, biciclette, giornali, libri (duecento), riviste, almanacchi, filmati, fotografie, diapositive.

Sito internet

Il sito internet www.ciclomuseo-bartali.it, è molto visitato, novemila pagine sono già state lette. L'associazione Amici del Museo del Ciclismo, di cui Bresci è presidente, va avanti sulla base della passione e del lavoro volontario di pochi intimi, tra i quali Romano Beghelli, Emilio Ciolli, Salvatore Grillo, Roberto D'Angelo, Paolo Mannini, e non ultimo Giovannino Corrieri, il gregario di Bartali.

Molte Iniziative

Le iniziative sono e saranno molte, l'appello a collaborare non cadrà certamente nel vuoto, ora che la fatidica data dell'apertura delle buste per la seconda gara di appalto non è lontana. Aprile, si dice. Se ne sono dette così tante che è meglio aspettare.
Il 5 maggio saranno tre anni da quando Gino è morto. Il regista Alberto negrin, lo stesso di "Perlasca", sta preparando una fiction televisiva su testo di Giancarlo e Massimo Governi. Il titolo c'é già "Bartali, l'uomo di acciaio". Linterprete? A sorpresa. Gino dunque diventa anche un personaggio TV, al pari del suo amico-rivale Fausto Coppi, interpretato da Sergio Castellitto. E Ponte a Ema diventerà il centro della storia, i primi metri di una salita durata tutta la vita.

Associazione Amici del Museo del Ciclismo "Gino Bartali"
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