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La Storia di Bartali in TV

Storia di un Intramontabile

Sono terminate a giugno le riprese della miniserie dedicata a Gino Bartali, indimenticabile campione italiano di ciclismo. Bartali (scomparso il 5 maggio del 2000), allo stesso modo del suo rivale Fausto Coppi, è entrato a far parte del Pantheon delle figure leggendarie dell'Italia. Le vicende di entrambi hanno avuto un significato importante per la storia del nostro paese, in un periodo segnato dalla dittatura fascista e dalla guerra. I nostri sono stati il simbolo della rinascita dell'uomo comune che riesce a vincere contando solo sulle proprie forze. Nei panni del corridore, detto l'Intramontabile, c'è Pier Francesco Favino, i cui tratti somatici ricordano molto quelli del campione. Per interpretare al meglio la parte, gli attori principali si sono sottoposti per più di tre mesi ad intensi allenamenti affiancati da Luigi Bielli ex ciclista professionista e tecnico della Federciclismo.
Le riprese sono state effettuate in diverse località del Lazio e della Toscana per poi concludersi in Ungheria e in Romania. Il cast comprende, fra gli altri, Carlo Giuffre' nel ruolo del Cardinal Dalla Costa, Franco Castellano nel ruolo del comandante Carità, Francesco Salvi in quello di Pavesi e una partecipazione straordinaria di Lino Banfi nel ruolo di Papa Giovanni XXIII.
Il film tv in due puntate, per la regia di Alberto Negrin, si avvale della sceneggiatura di Giancarlo Governi, già autore di una biografia di Coppi e profondo conoscitore dei due ciclisti. Prodotto per Rai Fiction dalla Palomar di Carlo Degli Esposti, Bartali andrà in onda su Rai 1 nell'autunno prossimo. La miniserie racconterà la vita del campione ripercorrendo sia le vicende personali che quelle sportive, dagli esordi fino alla fine della carriera avvenuta nel 1954. Vedremo dunque la sua prima vittoria al Giro d'Italia, il matrimonio con Adriana (Nicole Grimaudo), la morte del giovanissimo fratello Giulio, ciclista dilettante.
Ampio spazio sarà dato alla rivalità con l'amico e collega Fausto Coppi: nonostante i due spesso si prendessero in giro a vicenda e si lanciassero sfide, in realtà si aiutavano, si seguivano, si proteggevano l'un l'altro. Sullo sfondo c'è la Storia, quella con la s maiuscola, che a quei tempi significava fascismo, persecuzioni contro gli ebrei, Seconda Guerra Mondiale e dopoguerra. Si racconterà di quando Bartali trasportava nella canna della bici foto e carte per fabbricare documenti falsi agli ebrei e del simpatico episodio che ebbe come protagonista Papa Giovanni XXIII, che chiese al campione di insegnargli ad andare in bici.

Associazione Amici del Museo del Ciclismo "Gino Bartali"
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